Psicologia e caregiving sul palco di Passaggi Festival Fano
Sabato 27 giugno, nella splendida cornice di Piazza Marcolini a Fano, la Dott.ssa Giovanna Rosciglione, psicologa e psicoterapeuta specializzata in Terapia Breve Strategica, salirà sul palco di Passaggi Festival 2026 in una veste d’eccezione: condurrà l’intervista ufficiale a Lorenzo Clemente e Yuri Tuci, autori del dirompente libro “Caregiver motherfucker!” (La nave di Teseo).
L’incontro, inserito nella rassegna dedicata a Società, Politica e Attualità, sarà un momento di dialogo vivo, schietto e profondo. Attraverso la sua ventennale esperienza in ambito clinico, la Dott.ssa Rosciglione guiderà il pubblico e gli autori oltre la classica retorica del sacrificio, esplorando a fondo i vincoli psicologici, il burnout e l’intera tavolozza delle emozioni che colpiscono chi assiste un proprio caro. Non si parlerà solo di rabbia, dolore e paura, ma verrà dato grande spazio al piacere della condivisione, alla bellezza del riscatto e alla straordinaria storia di amicizia e complicità che lega i due protagonisti.
Un appuntamento imperdibile per la città di Fano, dove la cultura incontra la psicologia per dimostrare che anche nelle situazioni più difficili della vita si possono rintracciare autentici momenti di luce, ironia e connessione umana.
“Caregiver motherfucker!” di Lorenzo Clemente e Yuri Tuci
Cosa succede quando la vita ti mette improvvisamente di fronte al ruolo di caregiver, senza libretto delle istruzioni e senza filtri?
“Caregiver motherfucker! Storia sovversiva di un attore fuori norma e del suo complice di cure e sventure” è un racconto spietatamente onesto e lontano da ogni forma di pietismo. Attraverso le pagine del libro, Lorenzo Clemente e Yuri Tuci scoperchiano il tabù di una condizione umana complessa, fatta di notti in bianco e un carico emotivo che spesso porta al burnout.
Ma questa non è solo una storia di fatica. È, prima di tutto, la storia di un’amicizia straordinaria e di una complicità fuori dal comune. Tra le pieghe del dolore, della rabbia e della paura, i due protagonisti riescono a rintracciare il piacere profondo della condivisione, l’ironia tagliente che salva la vita e la bellezza di un legame autentico che ridefinisce completamente il concetto stesso di “cura”. Un’opera sovversiva che fa piangere, fa riflettere e, soprattutto, fa ridere di un riso liberatorio, dimostrando che anche nei frangenti più complessi si può trovare una boccata d’aria fresca e di totale libertà.
Il punto di vista della Psicoterapeuta: superare i vincoli emotivi della cura
“Da psicoterapeuta, mi confronto quotidianamente con i vincoli psicologici e le tentate soluzioni disfunzionali che colpiscono chi si prende cura degli altri fino a dimenticare se stesso. Durante il dialogo a Passaggi Festival, esploreremo insieme agli autori i cortocircuiti emotivi più complessi, come il senso di colpa, la rabbia repressa e l’isolamento, offrendo una chiave di lettura clinica e strategica per ritrovare l’equilibrio e l’autonomia.”