Comunicazione tra genitori: come influenza i figli

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In studio capita spesso che i genitori arrivino per un figlio che “non va bene”: scontroso, irritabile, sempre sulla difensiva, con scoppi d’ira per motivi minimi. Sono convinti che il problema sia lui. “Cosa gli manca? Facciamo di tutto per lui”.

Quasi sempre il problema non è dove lo stanno cercando. Non è nel figlio. È nella comunicazione tra loro due.

Una scena che vedo quasi ogni settimana

Una ragazzina di dodici anni, scontrosa soprattutto con la madre. Ogni volta che la mamma interviene sulle sue cose, come i vestiti, i compiti, il modo di stare a tavola, lei scatta.

La frase della madre: “Non le si può dire niente”. La frase della figlia: “Mi riprende sempre su tutto, non le va mai bene niente di quello che faccio”. Due versioni della stessa scena ed entrambe sono vere.  

La madre non capisce da dove nasca tutta quell’aggressività. in fondo lei sta solo cercando di aiutarla. “Cambiati prima di uscire”, “dedica più tempo ai compiti e allo studio”, “dovresti essere più gentile con tuo fratello”.

Ed è qui il punto. Quando un genitore dice “cambiati prima di uscire”, l’intenzione è pratica, ma il messaggio che arriva alla figlia è un altro: come hai deciso di vestirti non va bene. Ripeti quell’intervento dieci volte al giorno, per i vestiti, per come studia, per come parla, per come mangia, e il messaggio si consolida in una frase sola: niente di quello che fai va bene.

A quel punto la figlia non sente più il consiglio, ma sente solo il giudizio. E si difende attaccando.

La madre, vedendola reagire male, si convince di doverla correggere ancora di più. Più corregge, più la figlia si difende. Più la figlia si difende, più la madre la corregge. Il tentativo di aiutare è diventato il motore del problema: nessuna delle due sta facendo qualcosa di sbagliato di per sé, ma insieme hanno costruito un meccanismo che si alimenta da solo.

C’è poi una cosa evidente ma che quasi nessuno nota. Questa ragazzina, quando attacca la madre, usa le stesse parole che sente usare al padre. Ha imparato il linguaggio del conflitto guardando come i suoi genitori si trattano. Se il papà critica la mamma, lei impara a criticare. Se i due non si ascoltano, lei impara che ascoltare non conta.

Non sono le liti, è l’atmosfera

Quando parlo di comunicazione disfunzionale tra genitori, si pensa subito alle urla e alle porte sbattute. Quelle si vedono, e i figli le registrano. Il meccanismo più insidioso invece è un altro: la comunicazione fredda, i non detti, le critiche velate, l’ascolto che manca tra il papà e la mamma. Il figlio non sente solo le parole, avverte l’atmosfera.

Come la comunicazione di coppia diventa il linguaggio di tutta la famiglia

Nessuno insegna ai figli come si comunica, lo imparano guardando: se il padre non ascolta la madre, il figlio impara che ascoltare la madre non serve. Se la madre critica il padre senza dirglielo in faccia, il figlio impara la comunicazione indiretta. Se i due decidono ciascuno per conto proprio senza confrontarsi, il figlio impara che parlarsi è tempo perso.

Torniamo alla ragazzina. I suoi genitori non si parlavano davvero, e lei ne aveva tratto tre conclusioni: esprimere quello che si sente non serve, il mio disagio non interessa a nessuno, l’unico modo per farmi sentire è alzare la voce. Sono le stesse regole che vedeva applicare in casa ogni giorno. Non aveva un disturbo. Aveva solo imparato la lingua che le era stata (involontariamente) insegnata.

I segnali da riconoscere nella coppia

Se ritrovi queste dinamiche nel tuo rapporto di coppia, è probabile che tuo figlio le stia già imparando:

  • uno dei due cambia argomento quando l’altro solleva un problema serio;
  • vi criticate a mezza voce davanti ai figli (“Lascia stare, faccio io, tanto tu non sai come si fa”);
  • uno decide e l’altro lo smentisce davanti ai figli;
  • le regole cambiano a seconda di chi c’è, perché voi due non vi siete messi d’accordo;
  • uno dei due si chiude quando c’è un conflitto invece di affrontarlo;
  • vi accusate a vicenda di non capire i figli (come li capireste voi).

Cosa succede quando cambia la comunicazione tra i genitori

Quando i genitori iniziano a parlarsi in modo diverso, ascoltandosi davvero, smettendo di correggersi a vicenda, affrontando i conflitti invece di aggirarli, il più delle volte succede una cosa interessante: i figli cambiano senza che nessuno abbia lavorato direttamente su di loro. Non perché il figlio sia “guarito”, semplicemente perché è cambiata la lingua che sente parlare in casa, e lui ha imparato quella nuova.

La ragazzina scontrosa ha smesso gradualmente di difendersi quando i genitori hanno cominciato a parlarsi in modo più efficace e a dirle le cose senza giudicarla. Non aveva più niente da cui difendersi.

Se ti riconosci in questa dinamica

Il primo passo non è cambiare il modo in cui parli a tuo figlio. È capire quale schema si è irrigidito tra te e il tuo partner, perché è a quello che tuo figlio si sta adattando. Il Test S-Vincoli Genitori serve esattamente a questo: in pochi minuti individua il modello relazionale che si è bloccato nella tua famiglia e ti dice da dove conviene partire.

Se invece vuoi capire come intervenire, la guida e-book Genitori Strategici → Figli Liberi ti mostra la trappola in cui sei entrato con tuo figlio e la mossa concreta per uscirne.

Quando invece lo schema resiste, e succede spesso perché va avanti da anni, serve un lavoro fatto sul tuo caso. Il percorso di gruppo Genitori Strategici → Figli Liberi parte a settembre e lavora su questo: uscire dagli schemi di comunicazione che non funzionano più per cambiare le relazioni famigliari.

Non lavoriamo solo sul figlio, ma sulla comunicazione che determina che tipo di relazione state vivendo in famiglia. È da lì che cambia tutto il resto.

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