LA TRAPPOLA DELL’AUTOSTIMA: PERCHE’ SMETTERE DI VOLER ESSERE SPECIALI CI RENDE LIBERI.

Indice dei Contenuti

Siamo figli di un’epoca che ci bombarda con un imperativo categorico: “Devi credere in te stesso”. Ci hanno insegnato che l’autostima è il carburante del successo e che sentirci protagonisti assoluti della nostra vita sia l’unica via per la felicità.

Ma, da terapeuta, vedo ogni giorno il rovescio della medaglia. Questa costante focalizzazione su noi stessi, sulle nostre performance, sul nostro aspetto, sui nostri traguardi, si trasforma spesso in una prigione dorata.

La “Tentata Soluzione” che complica il problema

Nella prospettiva della Terapia Breve Strategica, sappiamo che spesso la soluzione che adottiamo per stare meglio è proprio ciò che alimenta il problema. Cercare di aumentare costantemente la propria autostima è come cercare di afferrare la propria ombra: più corriamo per prenderla, più ci scivola via.

L’ossessione per il successo e il sentirsi “al centro di tutto” ci costringe a un monitoraggio continuo. I pensieri prevalenti sono: “Cosa pensano di me?”, “Sono abbastanza?”, “Perché non ho ancora raggiunto quel traguardo?”. Il risultato? Ansia da prestazione e un senso di vuoto incolmabile.

L’Insignificanza come Risorsa Strategica

Sembra un paradosso, ma la “guarigione” passa spesso attraverso la riscoperta della propria “splendida insignificanza”. Non si tratta di sminuirsi, ma di ridimensionarsi. Quando accettiamo di non essere il sole attorno a cui ruota il mondo, accade qualcosa di magico:

Il peso delle aspettative crolla: se non devo essere speciale a tutti i costi, posso finalmente permettermi di sbagliare.

L’ansia da giudizio sfuma: se io non sono così ossessionat* da me stess*, probabilmente non lo sono nemmeno gli altri. Ebbene sì: gli altri sono molto meno interessati a noi di quanto pensiamo! Spesso viviamo sotto l’illusione di quello che in psicologia viene chiamato “effetto riflettore” (spotlight effect), ovvero la tendenza a credere che gli altri notino ogni nostro piccolo errore, difetto o cambiamento, quando in realtà le persone sono proiettate quasi esclusivamente sul proprio mondo interiore.

Ci si riconnette con il mondo: spostando lo sguardo dall’ “Io” al “Noi” (o all’ambiente circostante), riscopriamo il piacere del momento presente.

Un piccolo esperimento strategico

Ai miei pazienti suggerisco spesso un esercizio: provate, per un giorno, a passare inosservati. Non cercate il complimento, non postate per ottenere un like, non cercate di dominare la conversazione. Osservate la libertà che deriva dal non dover sostenere l’impalcatura della vostra “immagine vincente”. Scoprirete che, meno vi sentirete al centro di tutto, più vi sentirete parte di qualcosa di vasto, sereno e, finalmente, reale.

E tu, sei pront* a smettere di recitare per il tuo pubblico e ricominciare a vivere davvero per te stess*?

Condividi:

Indice dei Contenuti